Secondo i dati ufficiali, tra un quinto e un terzo di tutti i casi di abusi sessuali sui bambini, nel Regno Unito, sono commessi da altri minori, da ragazzi che hanno meno di 18 anni. Ma le cifre potrebbero essere anche più alte, secondo Simon Hackett. Professore alla School of Applied Social Sciences della Durham University, sull’Independent ha commentato i risultati di un’indagine sui bambini che avevano violentato altri minori, il più grande studio britannico sul tema. «Un sondaggio su una popolazione di oltre 6 mila persone rivela che l’incredibile cifra di due terzi degli abusi sessuali, segnalati dagli intervistati nella loro infanzia, erano stati commessi da altri bambini».

Ma che cosa spinge un bambino a commettere abusi sessuali? E perché noi continuiamo a sottovalutare questo problema?

«Una serie di casi che coinvolgono personaggi famosi e le inchieste in corso su abusi storici nel Regno Unito hanno sensibilizzato la coscienza pubblica come non era mai successo prima. Indagini simili sono in corso anche a livello internazionale. Penso al lavoro della Australian Royal Commission che, per dare una risposta istituzionale agli abusi sessuali sui minori, ha trascorso gli ultimi quattro anni ad ascoltare le testimonianze di migliaia di sopravvissuti australiani.

L’attenzione dei media a questi casi ha aumentato il numero di persone che si fanno avanti e rivelano le loro esperienze di abuso. Ma mentre ovviamente questa è una buona cosa, il modo in cui questi casi sono spesso descritti e affrontati tende a rafforzare gli stereotipi inutili.

Anche quando i casi di bambini e adolescenti che commettono abusi sessuali guadagnano l’attenzione dei media, spesso quei giovanissimi aggressori vengono ritratti come mini versioni di violentatori adulti, o come “futuri pedofili”. La realtà, naturalmente, è un po’ diversa: molti studi suggeriscono che la maggior parte dei bambini e dei giovani che commettono reati sessuali nella loro adolescenza non continuano quando diventano adulti.

Per molti di questi bambini, sono le loro storie, spesso di vittime, a loro volta, a giocare un ruolo nei loro comportamenti. Che diventano spesso parte integrante di un vissuto in cui si mescolano trauma, abbandono e dolore: lo abbiamo anche dimostrato nella nostra ricerca. Abbiamo condotto il più grande studio britannico sui giovani che avevano abusato sessualmente di altri bambini. Dei 700 bambini con cui abbiamo parlato, abbiamo scoperto che il 50 per cento dei giovani aggressori erano stati essi stessi vittime di abusi sessuali. La nostra ricerca ha anche mostrato che il 50 per cento di loro aveva sperimentato abusi fisici o violenza domestica.

Dobbiamo rispondere a questi casi con attenzione. Sì, occorre proteggere le vittime e fermare questi bambini, ma il nostro intervento non deve fermarsi qui. Abbiamo bisogno di servizi che possano offrire l’aiuto di esperti ai bambini e alle loro famiglie, per aiutarli a condurre vite senza violenza.Dovremmo anche arrivare a conoscere meglio la realtà degli abusi sessuali sui minori commessi da altri minori per andare oltre una visione distorta e stereotipata della questione, che spesso può portare a sovrastimare alcuni rischi e a sottovalutarne altri. Non riuscire a comprendere le esigenze specifiche dei bambini che hanno comportamenti sessuali pericolosi significa anche aumentare le probabilità di ricevere risposte inappropriate da parte della giustizia penale, che li tratta come adulti.

Ad esempio, li può segnalare sul registro dei reati sessuali o, come avviene negli Stati Uniti, nei community notification schemes (“sistemi di notifica della comunità”). Vengono pubblicati i dettagli dei giovani aggressori, compresi i loro indirizzi, i particolari del reato e le fotografie on-line. Tali misure, essendo pensate per gli adulti, nel migliore dei casi non riescono a fornire una risposta equilibrata alla questione. E nel peggiore dei casi, possono causare danni irreparabili allo sviluppo dei bambini che fondamentalmente hanno solo bisogno del nostro aiuto».

di Monica Coviello – Fonte

Pin It on Pinterest

Share This