Diventare madre a soli 12 anni. È accaduto qualche giorno fa a una ragazzina che ha partorito un bimbo di 3 chili. La notizia è confermata dalla clinica privata barese in cui è avvenuto il parto, effettuato con taglio cesareo. Sulla vicenda, resa nota dal giornale online Quotidiano italiano (edizione di Bari) non ci sono altri dettagli, se non che anche il padre del bambino ha 12 anni e che il ginecologo che ha effettuato il parto sarebbe un anti abortista.

Il caso, ironia del destino, scoppia nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza. Del fatto è stato informato anche il Tribunale per i minorenni che interverrà per garantire la tutela del neonato e dei due ragazzini che frequentano ancora la scuola media e provengono da due famiglie senza problemi di carattere sociale o economico. La vicenda dei due baby genitori, insomma, non nascerebbe da una situazione di degrado. Sarebbero state proprio le famiglie dei due ragazzini a decidere di tenere il bambino.

“Non mi sorprendere che sia stato effettuato un cesareo perché partorire a 12 anni comporta rischi notevoli” commenta Rosy Paparella, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione che denuncia la scarsa informazione in materia di educazione sessuale: “Queste notizie ci devono fare allargare lo sguardo a quello che sta accadendo attorno a noi. I ragazzini hanno esperienze sessuali sempre più precoci e di conseguenza assistiamo a gravidanze più precoci. Esiste una esposizione al rischio un po’ più diffusa. A noi fa comodo immaginare che queste esperienze tocchino contesti sociali un po’ più deprivati. Ma le carenze di tipo educativo sulla sessualità sono ormai piuttosto diffuse tra le varie fasce sociali. Non è importante puntare sul caso in questione – evidenzia Paparella – anche perché sono convinta che ci sono tanti casi simili che finiscono con interruzioni di gravidanza”.

È la stessa Garante a ricordare che solo qualche mese fa l’Osservatorio epidemiologico regionale pugliese ha pubblicato una indagine sul consumo di sostanze psicotrope, denominata Report Sps (School Population Survey) effettuata per la prima volta in Puglia attraverso questionari distribuiti a 6.409 studenti di 74 scuole regionali dell’anno scolastico 2013-14. Tra le particolari situazioni problematiche che interessano i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 19 anni di età, il dossier elenca anche quelle legate alla sessualità.

“Particolari situazioni problematiche riguardano rapporti sessuali non protetti, dichiarato da circa il 20 per cento degli studenti intervistati, e le esperienze sessuali di cui lo studente stesso si è pentito il giorno dopo, dichiarate dal 7,9 per cento degli studenti, con prevalenza più elevata nei maschi rispetto alle femmine e, in entrambi i generi, crescenti proporzionalmente con l’età”. Numeri in deciso aumento secondo quanto riferisce anche la Garante: “In qualche maniera questi ragazzi ci stanno chiedendo aiuto. Ma ora mi sembra che nel nostro Paese su questi temi siamo in una fase di arretramento”.

di Antonello Cassano – Fonte

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